Le tecnologie emergenti, dai wearable all’intelligenza artificiale, aprono la strada all’automazione dei processi e all’accorciamento della catena del valore. E con la scienza dei dati i prodotti saranno ritagliati sulle esigenze del cliente, che sia retail o PMI.

Efficienza dei processi e nuovi prodotti. La tecnologia ha il potenziale per trasformare la bancassurance, secondo Vittorio Lusvarghi, CEO di Kirey Group. «L’offerta attraverso il canale bancario presenta grandi opportunità in tutti i tre rami Danni, Vita e Salute. Dal punto di vista tecnologico, ritengo che l'automazione sostituirà lo sforzo umano lungo l'intera catena del valore dell’assicurazione e della bancassicurazione. La modalità di lavoro, infatti, non può più basarsi solo sulla vendita realizzata dagli agenti o sul grande sforzo umano nel back office».

Modelli snelli e prodotti personalizzati
Una catena del valore con modelli più brevi e snelli, «in un contesto che richiederà di disegnare un rinnovato modello di gestione, di revisione dei processi, di relazione e servizio al cliente – afferma Lusvarghi –, cambiando l’attuale catena del valore, altamente intermediata, in cui troppo dipende dallo sforzo umano pesando sul costo dei prodotti». Tutto l’ambito dei processi, dal back office alla gestione del portafoglio polizze e dei sinistri, ha bisogno di maggiore efficienza.  «In questo contesto saranno le reti neurali a giocare un ruolo chiave – spiega Lusvarghi –, perché si riveleranno fondamentali per la profilazione dei clienti sulla base di dati storicamente acquisiti, che esprimono chiaramente un comportamento singolare all’acquisto. Allo stesso modo, l’automazione porterà efficienza in ambito di assistenza alla rete vendita e alla clientela».

Internet delle Cose e scienza dei dati
Anche lo spostamento dall’idea prodotto a quella servizio si legherà alla nuova generazione di tecno-polizze, favorita dal diffondersi di applicazioni, device IoT e tecnologie di intelligenza artificiale.  «La raccolta di un numero sempre maggiore di dati – prosegue Lusvarghi –, tramite dispositivi IoT, wearable, app e altro, accompagnata dall’utilizzo dell’IA per un’interpretazione puntuale degli stessi, porterà a una maggiore conoscenza dei clienti, migliore valutazione dei rischi individuali e, inevitabilmente, alla definizione di premi assicurativi altamente personalizzati. La scienza dei dati diventerà, quindi, la chiave per introdurre nuovi fattori nella valutazione dei rischi e dei premi e riflettere così una maggiore granularità dei profili di rischio individuali. Le app lifestyle, che oggi inglobano indicazioni sull'attività fisica, sulle abitudini e numerose informazioni inerenti le attività quotidiane, trasformeranno il rapporto tra assicurazione e assicurato, aumentando i punti di contatto e generando potenzialmente una maggiore fidelizzazione». 
 

Blockchain? Meglio le PMI
È presto, invece, per pensare alla blockchain, «a mio avviso ancora limitata, dal punto di vista della piattaforma Ethereum, dalla sicurezza ridotta, e per quanto riguarda Bitcoin dalla scarsa scalabilità, costi elevati e complessità». Mentre è il momento di sviluppare il potenziale del segmento PMI, «che necessita di prodotti e servizi assicurativi studiati su misura. Penso, ad esempio, a polizze dedicate alle miniflotte e alla gestione dei magazzini, alla prevenzione dei danni negli stabilimenti, alla predizione di rischi catastrofali che rischiano di compromettere la produzione, oppure alla messa in atto di piani di business continuity e disaster recovery».